Santurantikuy a Cusco: Tutto quello che devi sapere
Il Santurantikuy è una tradizionale fiera natalizia di Cusco e rappresenta, in molti sensi, il cuore delle celebrazioni del Natale nella Città Imperiale. Come disse una volta Jorge Flores Ochoa: «Per me Natale è Santurantikuy, proprio come lo è per tutti i cusqueñi».
In questa giornata speciale, più di 1.000 artigiani si riuniscono nella Plaza de Armas: non solo artisti locali, ma anche artigiani provenienti da diverse zone del sud del Perù. La fiera rappresenta quindi un’occasione perfetta per trovare un regalo originale, perché ogni anno è ricca di sorprese e novità. Scopriamo insieme qualcosa in più su questa straordinaria tradizione.
Etimologia:
La parola quechua “Santurantikuy” significa “compra un santo” o “compra un santino”, utilizzando il diminutivo affettuoso caratteristico di questa lingua. Probabilmente il nome nacque dal modo in cui i commercianti invitavano i visitatori ad acquistare i loro prodotti.
Un po’ di storia del Santurantikuy
Questa celebrazione risale all’arrivo degli spagnoli a Cusco nel 1533, quando ebbe immediatamente inizio il processo di evangelizzazione. Il Natale, celebrato nel mese di dicembre, divenne una delle principali festività religiose e si integrò alle tradizioni incaiche senza particolari difficoltà, poiché nello stesso periodo dell’anno si celebrava anche la grande festività dell’Hatun Raymi, tradizionalmente legata alle élite cusqueñe.
Nel corso del processo di evangelizzazione nacque quindi la necessità di realizzare gli oggetti e le immagini utilizzati per allestire i presepi. Questa richiesta venne soddisfatta dai nuovi artigiani che i religiosi iniziarono a formare nella pittura, nella scultura, nella musica e in altre arti legate alla celebrazione.
Nei diversi quartieri di Cusco si svilupparono così vere e proprie tradizioni artistiche. Quella che inizialmente era una piccola attività artigianale si arricchì nel corso degli anni e dei secoli, acquisendo caratteristiche proprie che ancora oggi possiamo riconoscere nella realizzazione di immagini sacre come il Niño Manuelito, angeli, animali e abiti riccamente decorati che adornano i tradizionali presepi cusqueñi.
Il 5 ottobre 1937, l’Istituto Americano d’Arte, sotto la direzione del Dr. Uriel García Ochoa, organizzò un concorso tra gli artisti della città di Cusco con l’obiettivo di valorizzare e rilanciare questa popolare fiera, che in quegli anni aveva perso parte della sua importanza.
Questa tradizionale fiera è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale della Nazione nell’ottobre del 2009.
Artigianato al Santurantikuy
Il Santurantikuy è uno dei luoghi migliori per scoprire l’artigianato peruviano più autentico. Molti di questi artisti indipendenti lavorano durante tutto l’anno proprio per poter presentare e vendere le loro opere in questa speciale occasione.
Alla fiera partecipano imagineros, artigiani del metallo, scultori, pittori, conciatori, ceramisti, tessitori e orafi, offrendo ai visitatori una straordinaria varietà di opere artigianali.
Dipinti:
È possibile ammirare e acquistare dipinti di grande qualità realizzati da artisti che continuano la tradizione della Scuola Cusqueña di pittura, generalmente caratterizzata da soggetti religiosi.
Il Niño Manuelito:
Il Niño Manuelito è il nome con cui gli abitanti di Cusco chiamano tradizionalmente l’immagine di Gesù Bambino. Il nome deriva dall’interpretazione della profezia biblica del profeta Isaia riguardante la nascita di Emmanuel, diventato Manuel nella tradizione locale e, affettuosamente, Manuelito.
Il Niño Manuelito merita una menzione speciale perché è, in un certo senso, il vero protagonista del Santurantikuy. La sua tradizione risale all’epoca coloniale, quando i gesuiti svilupparono il culto del cosiddetto Gesù Bambino Inca.
Vestito con gli emblemi del massimo sovrano del Tahuantinsuyo e con un disco solare sul petto, questa rappresentazione suscitò le proteste delle autorità cattoliche dell’epoca, facendo praticamente scomparire questa particolare forma di culto.
Successivamente, bisogna arrivare al XX secolo perché la tradizione torni a consolidarsi. Sebbene le caratteristiche scultoree del Niño Manuelito fossero ormai definite, la sua rappresentazione si affermò soprattutto attraverso l’opera di Antonio Olave.
Dopo aver ricevuto l’incarico di restaurare un’immagine di Gesù Bambino recuperata da un burrone nel distretto di Vilcabamba, Olave raccolse la storia di Q’alito, un giovane pastore che, vedendo uno dei suoi compagni di gioco piangere a causa di una spina conficcata nel piede, ne mise una anche nel proprio e disse: «Non piangere, ce l’ho anch’io, guarda!». Questa storia lo ispirò a realizzare una scultura che rappresentasse proprio quel momento.
Il Niño Manuelito è una scultura raffigurante un bambino dal volto angelico. Tra le sue caratteristiche più particolari troviamo capelli veri intrecciati, occhi di vetro che conferiscono alla figura un notevole realismo, un palato a specchio, denti realizzati con il fusto delle piume degli uccelli — secondo alcune tradizioni, piume di condor — e un corpo nudo dalla fisionomia molto dettagliata, una caratteristica piuttosto insolita nelle immagini religiose.
Nella tradizione popolare, a questi bambini viene attribuita una personalità propria: sono considerati giocosi e birichini. A questa caratteristica viene talvolta attribuito il motivo per cui i loro abiti si sporcano e devono essere cambiati ogni anno, oppure perché alcune parti della loro struttura possono rompersi.
Alcuni ritengono che il Niño Manuelito rappresenti una figura propria dell’immaginario andino, distinta dalla tradizionale rappresentazione di Gesù Bambino. Noi riteniamo invece che sia soprattutto un’espressione del sincretismo culturale nato dalla fusione delle tradizioni andine e spagnole.
Oreficeria:
In occasione di questa speciale celebrazione, gli orafi continuano a realizzare corone e altri accessori appositamente progettati per i Niño Manuelito, i santi e le vergini protagonisti della festa. Offrono inoltre numerosi gioielli in oro e argento, spesso a prezzi interessanti.
Sculture:
Gli scultori presenti a questa tradizionale fiera propongono opere di altissima qualità, generalmente ispirate a temi religiosi oppure caratterizzate da uno stile libero. È possibile trovare crocifissi, santi, rappresentazioni di San Giuseppe, della Vergine Maria e, naturalmente, numerose rappresentazioni del Niño Manuelito, oltre a molte altre splendide sculture di soggetti diversi.
Tessuti e abbigliamento:
È inoltre possibile trovare una grande varietà di tessuti in lana di alpaca e cotone, oltre a numerosi piccoli abiti destinati al Niño Manuelito e alle altre immagini religiose.
I tori di Pucará:
I famosi tori di Pucará sono tra i manufatti artigianali più rappresentativi delle Ande peruviane e le loro forme coloratissime sono presenti in moltissime varianti durante questa grande fiera.
Novità annuali
Come abbiamo già detto, molti degli artisti che partecipano a questa importante fiera lavorano autonomamente durante tutto l’anno e presentano le loro creazioni al pubblico proprio in questa speciale occasione. Inoltre, questi artigiani cercano continuamente di innovare e di proporre ogni anno qualcosa di nuovo ai visitatori.
Consigli:
Indossa abiti comodi:
Per visitare questa fiera molto affollata, è consigliabile indossare abiti e calzature comodi, perché probabilmente vorrai fare più volte il giro della piazza principale. Un solo passaggio spesso non è sufficiente per scoprire tutte le sorprese che la fiera ha da offrire.
Proteggi i tuoi effetti personali:
Essendo una fiera molto affollata, esiste la possibilità di subire un furto senza nemmeno accorgersene. Ti consigliamo di mettere i tuoi effetti personali in un piccolo zaino e di portarlo davanti a te, così da poter visitare la fiera con maggiore tranquillità.
Preparati alla possibile pioggia:
Dicembre è un mese particolarmente piovoso a Cusco e le precipitazioni nella città e nelle Ande peruviane sono estremamente imprevedibili. Per precauzione, non dimenticare di portare con te un abbigliamento impermeabile.
Porta con te del contante:
La fiera è ricca di splendide opere d’arte, ma il pagamento con carta di credito potrebbe non essere disponibile ovunque. Assicurati quindi di avere con te abbastanza contanti. Sarebbe un peccato innamorarsi di una bellissima scultura o di un dipinto e perdere l’occasione di acquistarlo semplicemente perché non hai denaro contante a disposizione.
Visita tutta la fiera prima di acquistare:
Una buona idea è percorrere la fiera da un’estremità all’altra almeno un paio di volte. La grande quantità di persone presenti può rendere difficile osservare con calma tutto ciò che i nostri talentuosi artigiani hanno da offrire.
Stabilisci un punto di ritrovo:
Anche se oggi la tecnologia rende molto più semplice comunicare, l’enorme quantità di persone presenti durante questa fiera può sovraccaricare le reti mobili della zona, rendendo più difficile utilizzare il cellulare e soprattutto internet.
Se dovessi separarti dal tuo gruppo o dai tuoi amici, è quindi consigliabile stabilire in anticipo un punto di ritrovo. La fontana principale della piazza è uno dei punti di riferimento più semplici da utilizzare.
Data della celebrazione:
Il Santurantikuy propriamente detto si celebra esclusivamente il 24 dicembre di ogni anno, nella Plaza de Armas di Cusco, indicativamente dalle 6:00 del mattino fino alle 20:00 o alle 21:00.
È importante ricordare che nella città di Cusco vengono organizzate anche altre fiere natalizie, generalmente a partire dal 15 dicembre, come quelle nella Plazoleta de Belén e nella Plaza Túpac Amaru. Anche altri comuni hanno adottato iniziative simili nelle proprie piazze, con l’obiettivo di sostenere gli artisti locali e diversificare l’economia.
Concorso e riconoscimento del miglior artista
Questa attività è organizzata dall’Empresa Municipal de Festejos della città di Cusco. Ogni anno l’ente premia le migliori opere artistiche presentate durante la fiera, sulla base della valutazione di una giuria composta da importanti rappresentanti della Scuola di Belle Arti Diego Quispe Tito di Cusco, incentivando così gli artisti locali.
Celebriamo il Natale con tutta la tradizione e la gioia che Cusco ha da offrire. Speriamo che queste informazioni ti aiutino a vivere al meglio il tuo soggiorno a Cusco.
